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| Prova del concorso 1 (26-04-2006) a tema I mondi fantastici | prova vista 437 volte | |
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racconto: La macchina per trascrivere i pensieri
di bimodale (http://www.indyvidui.splinder.com) Un giorno. Basta un solo giorno per derivare interessanti equazioni ritmiche dal mondo delle cose e da quello delle persone ad esso sotteso, interessanti metafore. Emmanuel vide, quel giorno, un grosso ameboide fatto di cose e lampi e scie di lampi che lo attraversavano. Piccole esplosioni e un soffuso, generale scricchiolio pervasivo, che ovattava i movimenti convulsi e caotici, senz’altro penetranti e assordanti dell’ameboide. Emmanuel cominciò a provare un certo disagio, per quanto l’ameboide gli fosse del tutto familiare. Si fermò, puntò l’attenzione occipitale, mosse il terzo occhio con difficoltà, spostò via i capelli dalla protuberanza occipitale e guardò: niente di specifico, nessuno in particolare, lo stava inseguendo. S’avventò a una vetrina ma non fece in tempo a riflettersi e non c’era abbastanza luce buona. Dall’altra parte del vetro l’illuminotecnica utilitarista del venditore da boutique ci impedì, per questo, di percepire le fattezze di Emmanuel. Sia come sia, Emmanuel riprese a camminare e di nuovo cominciò ad avvertire chiaramente che qualcuno lo stava inseguendo. Non ci badò. Ma la presenza si fece sempre più vicina, ne sentì drammaticamente i passi, il terrore gli fece venire la pelle d’oca. Il panico cominciò ad offuscargli il corretto corso del pensiero. Avvertì i suoi passi nelle viscere, i passi di un altro corpo, si sentì attraversare, penetrare. Come se un’altra presenza lo avesse incorporato. Emmanuel cominciò a sudare. Sentì il rumore dei suoi passi, ebbe la sensazione di qualcosa di terribile, abbassare lo sguardo e vedere, osservare. Non poté. Cosa avrebbe visto, come avrebbe sopportato il tragitto naturale di qualcun altro che calzasse i suoi passi? Infine mandò al diavolo tutte le esitazioni e fissò in basso. -Ma che idiota che sono, quelli sono proprio i miei passi, il mio cammino. Qualcun altro sono io!- Emmanuel sorrise di soddisfazione e di sollievo. Gli rimase un dubbio: -ma… l’ameboide esiste davvero?- Abbassò il capo, aggrottò la fronte. Riprese a pensare alla macchina per scrivere i pensieri. numero di click: 443 |
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