racconto: Apocalisse
di Elayne [non registrato]
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Il destino dell’uomo
Libro terzo
L’eterna fine e l’eterno principio
L’ultima fine dell’uomo si avvicina maliziosa verso la terra. Sorride mentre accarezza i vapori di Auschwitz. Prova un piacere malsano mentre accarezza i fuochi del Vietnam. Lacrime di commozione mentre, lontana, getta uno sguardo nell’infanzia del nostro tempo. I suoi passi non hanno fretta. Sa che arriverà il suo tempo e quest’attesa arpeggia nella sua disprezzante coscienza.
Quando arriverà le streghe danzeranno erotiche sotto una nuova alba. I druidi rinnegati frusteranno con la loro indignazione ogni fanciullo. I titani fuggiranno dalle galere eterne e con la propria ira sfalderanno le tele delle madri. Gli dei dimenticati vomiteranno bestemmie mentre scacceranno i sacerdoti dai tempi. I cavalieri corrotti giaceranno con le vergini che malediranno sé stesse.
Poi si sfalderanno le basi. E una pioggia ripulirà il lordume e le ceneri. Ma la pioggia non si fermerà qui. Continuerà a scendere per lustri. Finché non impregnerà la terra. Arriverà alla sua essenza di fiamme e braci eterne. Così il fuoco che non si è mai spento libererà tutta la sua potenza devastatrice. E la terra non esisterà più. Si sfalderà in una miriade di piccoli pezzi, di piccoli elementi.
Passeranno miliardi di anni ed essi continueranno a vagare ritrovandosi, scacciandosi, attraendosi e respingendosi. Con la lentezza tipica dell’eterno essi inizieranno a ritrovarsi. A ricompattarsi. Passeranno molti miliardi di anni ma un giorno l’ultimo frammento si ricompatterà al pianeta azzurro. E la terra tornerà ad esistere.
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