racconto: La dea azzurra
di Elayne [non registrato]
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Era una creatura che nasceva e moriva con l’alba. Dal primo momento in cui le tenebre notturne impallidivano all’attimo esatto in cui il cerchio di luce bianca si separava dall’orizzonte.
Ecco la sua vita e la sua maledizione.
Era la piccola fata fiammeggiante di un timido azzurro. . Troppo oppressa dal buio per illuminare la notte. Troppo pallida per brillare nel giorno. La sua esistenza non era percettibile nei momenti di troppo splendore o troppa ombra. Quindi anche se non moriva cessava di esistere con il sorgere del sole o con il sorgere della luna.
Era una creatura dannata a rimanere in bilico tra la luce e l’oscurità. Scacciata dalle benedizioni della notte. Ignorata dalle bestie diurne.
Non aveva bisogno di nutrirsi, dormire o altri bisogni propri dei miseri umani. Non lei, non la dea azzurra.
In genere durante i millenni passati in compagni di gelide albe o lontani tramonti tutto quello che faceva era aspettare. Aspettare di essere notata. Di essere accettata. Di trovare qualcuno come lei.
Lo aveva cercato e desiderato a lungo. Era l’unica cosa che le interessava. Trovare qualcuno come lei. Trovare un simile. Trovare un’altra dea azzurra. La sua sola speranza. La sua sola preoccupazione.
Adesso mentre la osservava immobilizzarsi tra il sottobosco aveva capito il suo errore. Aveva realizzato il suo sogno.
D’un tratto la speranza lasciò posto al vuoto. Non aveva più alcun desiderio. Non si sentiva felice di aver trovato qualcuno come lei. Qualcun altro che collegava le passioni e le follie della notte con le efferatezze del giorno. Non era la sola guardiana della nascita del sole e della luna.
Piano piano due piccoli fuochi azzurri impallidirono fino a scomparire nell’attimo esatto in cui comparve il primo raggio di sole. Per sempre.
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