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soggetto intervista: Assenzio (http://www.assenzioweb.net/)
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Data intervista: 11-04-2006 14:33:20


intervista:

Assenzio e peccati capitali
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[rubrica: musica] articolo letto 1299 volte

Assenzio e peccati capitali
di Antony Star

Alle volte le opportunità arrivano in maniera inaspettata, lo squillo di un cellulare, un’e-mail o una ricerca su Google. Il web è questo e le opportunità è proprio vero corrono sul cavo telefonico.

E così un bel dì leggo l’e-mail di un amico che avevo perso un po’ di vista. Poche parole, con cui mi chiede come sto e mi invita a visionare il progetto musicale che ha messo in piedi con alcuni colleghi e mi invita a mandargli le mie impressioni sul loro lavoro.

Ed eccoci qui, a cogliere l’occasione di discutere assieme di musica, passione e, perché no, di curiosità.

Li presento senza indugiare oltre, con me questa sera ci sono: Lino, Cristiano, Gigi, Emanuele e Fabio. I cinque componenti del complesso Assenzio.

AntonyStar: Prima di iniziare vorrei darvi il benvenuto e ringraziarvi per la vostra disponibilità.

Assenzio: Grazie a te per avercela proposta.

Siete cinque ragazzi, ognuno col proprio bagaglio di esperienze e ognuno col suo modo di soddisfare il suo sogno legato alla musica. Cos’era la vostra vita prima del progetto Assenzio?

Cristiano: La musica è sempre stata fondamentale nella mia vita, prima degli Assenzio non avevo trovato la situazione ideale per esprimermi.

Lino: Io ero agente di commercio come Elio (n.d.r.: Elio e Le Storie Tese), quindi gioco forza l’evoluzione mi ha portato verso il canto.

Gigi: Io ho avuto tante esperienze e ho avuto sempre tante idee, ma mancava il progetto che mi desse la possibilità di esprimermi nel campo che prediligo. Ci ho messo anni per convincere Emanuele e gli altri. Per fortuna mi hanno ascoltato... ed ecco gli Assenzio.

Fabio: È sempre stato il mio sogno, ma prima d’ora non avevo ancora incontrato chi condividesse appieno il mio pensiero musicale.

Emanuele: Io studiavo al Conservatorio e avevo una palla al piede di nome Gigi. Mentre viaggiavo tra le note di Bach e Mozart, mi chiedeva di suonare in 7/8.

Quindi, si può dire che Emanuele voleva convincere Gigi a suonare Mozart nella Filarmonica e Gigi voleva convincere Emanuele a fare musica alternativa e alla fine ha vinto Gigi?

Assenzio: Diciamo che hanno vinto tutti, nel senso che interessi comuni hanno unito menti diverse. In realtà è una trama così fitta di eventi e personalità diverse che potremmo per assurdo dire che Gigi ha convinto Emanuele e Emanuele ha convinto Gigi.

Mi dite cinque parole che descrivono ognuno di voi? Cinque a testa?

Assenzio: Emanuele: intraprendente, fantasioso, ottimo gusto musicale.

Cristiano: smemorato, musicale, informatico, multimediale, genuino.

Lino: viveur, astratto, appassionato, picco(Lino), buono.

Fabio: passionale, irrazionale, fantasioso, innamorato, serio.

Gigi: first lady, visionario, dispari, dissonante.

Leggendo i vostri background ho notato una cosa strana, in realtà anche se avete esperienze le più disparate, soprattutto gli ultimi anni vi siete un po’ inseguiti e molte volte sfiorati, senza però riuscire a trovare mai lo spazio per una collaborazione. Poi d’improvviso ecco gli Assenzio. Cos’è successo?

Assenzio: Alle volte sono le coincidenze a far sì che i sogni più remoti si realizzino spontaneamente. Pensiamo che sia andata così, semplicemente perchè era così che doveva andare.

Quindi è stato il destino?

Assenzio: Certo, il desiderio di un progetto comune senza il destino, non avrebbe portato a nulla. Ovviamente vale anche il contrario, ci vogliono entrambe le componenti. Non solo, ma anche la maturità professionale: le nostre passate esperienze hanno fatto sì che il progetto, sin dall’inizio, fosse ben delineato. Forse è più giusto parlare di un mix di concause più che di una sola.

Domanda d’obbligo. A chi è venuto in mente il nome “Assenzio” e perché?

Assenzio: Ci abbiamo pensato assieme, volevamo racchiudere ciò che ispira e trasmette la nostra musica in una sola parola. Alla fine abbiamo pensato all’assenzio perchè è il simbolo di una corrente artistico-filosofica molto vicina al nostro pensiero.

Guardando il sito e ascoltando le canzoni di ‘Avon, il vostro primo CD, si ha la  sensazione che non siete cinque musicisti che si sono uniti negli Assenzio, ma che è il  progetto ad aver trovato voi. Cosa di fatto vi unisce nel progetto Assenzio?

Assenzio: È stata la passione incondizionata per una musica che ci ha dato, ci dà e ci darà sempre nuovi stimoli, una musica che attinge dal passato per contestualizzarsi nel presente.

Iniziate la vostra avventura trattando un argomento un po' a cavallo tra sacro e  profano: i sette peccati capitali. A chi è venuta l'idea?

Assenzio: A Lino, una sera ci ha proposto questa idea. Ci ha subito interessato e così abbiamo iniziato a lavorarci su.

Quello che mi ha colpito è che se si ascoltano i demo di chi inizia a suonare in un gruppo, ci si rende conto che i brani sono nati indipendentemente uno dall’altro. Insomma quando si raggiungono un numero adatto di brani li si mette su un CD. Qui invece è il contrario: avete pensato prima alla compilation e da questa idea iniziale sono nati i brani.

Assenzio: In effetti la nostra concezione compositiva, per quanto riguarda questo nostro primo lavoro, è proprio quella del concept rock progressive. I pezzi non nascono fini a se stessi ma partono da una singola idea musicale, poi questa si sviluppa tematicamente nei pezzi che compongono l'album.

Questo album può essere messo in un qualche rapporto con la religione?

Assenzio: Nessun rapporto. L'album non nasce con un intento religioso bensì puramente artistico.

I sette peccati capitali però sono un argomento religioso. In fondo siamo in Italia dove la chiesa è omnipresente.

Assenzio: Non abbiamo mai pensato all’inquadratura religiosa dei brani. I sette peccati capitali sono un pretesto per raccontare l’uomo in relazione alle sue debolezze. È uno spaccato della mente attiva e reattiva dell’umanità.

Non avete paura che il vostro messaggio possa essere frainteso?

Assenzio: Qualsiasi forma di espressione artistica è soggetta a interpretazione. Il fraintendimento fa parte del gioco.

Trovo che i testi più che descrivere qualcosa, visualizzino un'immagine. Questo mi ha spinto a leggere i testi mentre ascoltavo e la sensazione che ho ricevuto è stata come se assistessi a un’esperienza sensoriale, un viaggio in una dimensione fatta di musica e immagini più che di musica e parole. Insomma la musica è un po’ il catalizzatore che ci facilita la visualizzazione dell’immagine nascosta nei testi: ci prepara e ci prende per mano e quando poi siamo pronti ecco che ci viene liberata l'immagine. Che mi potete dire riguardo a questo?

Assenzio: Che hai centrato il punto! Se tutti i nostri ascoltatori arrivassero a questa conclusione avremmo raggiunto il nostro obiettivo artistico ed espressivo.

In un mondo che si sta accorgendo che l’arte non si gusta con un solo senso, ma è un’esperienza più complessa, il vostro progetto sembra andare in questa direzione. Non avete pensato di spingervi un po’ oltre e di legare delle immagini alla vostra musica? In modo da facilitare il percorso di cui parlavamo?

Assenzio: Certo, nei nostri concerti dal vivo stiamo già sperimentando questo tipo di spettacolo visivo legato a quello musicale. Il nostro intento finale è quello di raggiungere una forma di espressione artistica totale.

A tale scopo potreste utilizzare internet e spingere i vostri ascoltatori a riprodurre in altre forme d’arte le sensazioni che date loro con la musica, non so immagini o brani di prosa o poesie.

Assenzio: Sarebbe fantastico, ma vorremmo che venisse spontaneamente dal pubblico.

Volete dire qualcosa riguardo ai vostri brani?

Assenzio: Preferiamo non dire nulla, sai pensiamo che un ascolto “influenzato” dalle nostre opinioni non sarebbe genuino e spontaneo, cosa che per noi è fondamentale.

Allora dobbiamo darci appuntamento qui, magari tra un anno quando la compilation sarà stata ascoltata e concludere questa intervista con e vostre opinioni sui brani.

Assenzio: Pienamente d’accordo!

Per superbia e avarizia pescate nella letteratura classica, prendete Lucifero (Primo Cherubino) e un racconto arabo (Beni Shahih), per lussuria e gola invece descrivete il concetto generale, l'invidia è un parassita, l'ira una tempesta e l'accidia è come l'oppio, una droga, si rimane prigionieri. Mi potete dire cosa vi ha spinto a fare queste associazioni?

Assenzio: In realtà ogni singola nota e parola hanno un proprio senso all'interno del contesto in cui sono inserite, in Beni Shahih per esempio, oltre il riferimento alla fiaba araba, ci sono anche riferimenti a L'avaro di Molière, o in Avida Anima ci sono riferimenti biblici e letterari, che sono presenti tra l'altro anche in tutti i testi dei nostri pezzi. Queste associazioni sono frutto del nostro bagaglio e crediamo rappresentino al meglio, anche metaforicamente, la nostra percezione dei sette vizi. Invitiamo gli ascoltatori a cercare tutti i riferimenti e ad interpretarli non solo in chiave musicale, ma anche in chiave letteraria.

Volete aggiungere qualcosa alla chiacchierata che abbiamo fatto?

Assenzio: Certo, vorremmo precisare che tutti gli aspetti, a partire dalle riprese di registrazione, ai missaggi, editing, per finire alla realizzazione del booklet, sono interamente curati da noi cinque, coadiuvati da generosi e volenterosi amici che si sono offerti di aiutarci per la riuscita di questo lavoro. Inoltre, siccome crediamo che limitare la diffusione della musica non giovi a nessuno, abbiamo inteso distribuire l'album su licenza creative commons, ragion per cui il disco è scaricabile direttamente dal sito, in modo tale che tutti possano liberamente accedervi.

Le mie interviste sono un po’ caratterizzate da due aspetti: il primo è che avvengono nel virtuale tramite MSN di solito. Il secondo è più una firma, mi piace concludere quelle che ritengo delle chiacchierate più che delle interviste passando un po’ il testimone ai miei interlocutori. Vi va di fare voi una domanda a me? Una vostra curiosità...

Assenzio:  Vista la nostra foto, credi che se dovessimo fallire come rock band potremmo ambire ad essere idolatrati da fanatiche teenagers su Top of the Pops come boy band?

Se posso esprimere la mia, direi che vi preferisco così e vi auguro un successo come rock band, Top of the Pops lasciamolo pure a chi non sa fare musica. E su questa risposta io vi ringrazio nuovamente di aver partecipato a questa chiacchierata e vi faccio un grossissimo in bocca al lupo.

Assenzio: Crepi e speriamo di risentirci presto, anzi, di rivederci magari dietro le quinte di un nostro spettacolo.

Sarebbe sicuramente fantastico.

Anche se per gli Assenzio, e posso capirli, è importante che tutto ciò che scaturisce dalla loro musica avvenga per un’osmosi spontanea tra loro che producono e il pubblico che ascolta, io vorrei davvero invitare tutti ad ascoltare, a lasciarsi trasportare dalle emozioni che gli otto brani di 'Avon provocano e a produrre immagini o scritti che l’esperienza ha donato. Questo perché sono convinto che solo così avremo sfruttato fino in fondo l’occasione che stasera tutti noi ci siamo costruiti.


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