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| Tema: l’arte della recensione | Numero 3 del 07-03-2010 | |
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10 - Semplicemente Marileda: una vita tra radio e reality di Antony Star ![]() Come si legge dal suo sito (http://www.mariledamaggi.it/about/) Marileda Maggi (alias Xena o Mauve Boucher), nasce a Bari il 15/05/77 e nella vita ha fatto di tutto. Oggi lavora in una radio locale la mattina, scrive per un mensile (Hera Magazine) e registra programmi per altre radio che trasmettono in differita il pomeriggio e si occupa di Virgilio la sera. Si tra le altre cose è anche una local blogger.
Chiedere di fare un'intervista a Mari, per me è stato un tuffo nel passato. Ero single, avevo un altro lavoro e la sera io e mio fratello ci inchiodavamo ai microfoni e mandavamo in onda il "fetecchia zone", la nostra trasmissione comica, in tre o quattro web radio gratuitamente oppure d'estate in una piccola radio locale, Radio Stella, anche lì praticamente gratis. Ho incontrato Mari in quel pozzo delle occasioni che è stato il concorso di "miss blog", io ero uno dei giurati e Marileda, che già mostrava la sua capacità di mettersi in mostra, una delle 102 concorrenti. Abbiamo stretto amicizia dopo il concorso proprio perchè lei faceva quel lavoro che io agognavo... lo speaker radiofonico. Poi un dì partì per un reality e ci perdemmo di vista. Fino all'era di Facebook... AntonyStar (AS): mari ti ricordi come ci siamo conosciuti? io ho perso il filo Marileda (M): miss blog, quando ancora non c'erano i socialcosi AS: sembra passata un'era. per chi non ti conosce, chi è marileda in poche parole? M: qualcosa mi dice che non leggi il mio blog. Trovi la mia bio su http://www.mariledamaggi.it/about/ AS: Quando ti seguivo in radio, eri superimpegnata, ora com'è la tua tua giornata tipo? M: Sveglia (traumatica) al suono di Eye in the sky alle 7:30. caffé al volo, tipo che rischio di versarmelo addosso perchè lo bevo correndo (sono sempre in ritardo). Prendo il 21 per arrivare in sala di registrazione e sul bus mi trucco. In una trasmissione radio, il trucco c'è, ma non si vede, come dicono i prestigiatori, ma io ci tengo. Dillo nell'intervista... Quindi per due ore registro. In pratica dico scemate per due ore, ma con una bella voce, puoi leggere anche l'elenco del telefono. Agli ascoltatori piace lo stesso. Sai come funziona no? AS: Si lo so, del resto una speaker di mia conoscenza, quando mandammo un provino a radio dj, mi disse che l'importante non era non fare errori, ma sapersi riprendere senza farsi accorgere. M: te lo ricordi? AS: si ma non è servito a nulla, nessuno di noi due è stato preso. M: avevi qualche dubbio? AS: in effetti nessuno. Comunque riprendendo il filo del discorso finita la trasmissione siamo quasi a mezzogiorno. M: Sono le 12, esco dallo studio, sempre di corsa, per rifiondarmi sul primo bus utile come una comune mortale, tra la folla delle nonnine che tornano dalla spesa. Il mio fedele i-poddino nelle orecchie. Timbro il biglietto e torno a casuccia dove inizia la seconda parte della giornata. AS: che sarebbe? M: registrazioni di trasmissioni in differita, classifiche, spot. E scrivo articoli per il giornale. Detto così, sembra che si tratti di tutto e di niente. In realtà ho ascoltatori e lettori dagli Appennini alle Ande. Ho un manager su Napoli (posso salutarlo? Ciao Arduino), che mi ha iniziata al mirabolante mercato dei programmi registrati. Il nostro prodotto è fortemente competitivo. Alta qualità rapportata a prezzi moderati. La diretta ha dei costi e, con un "precotto", i bilanci delle emittenti giovano di un netto positivo. AS: Solo chi non ha mai avuto a che fare con una radio o con una redazione giornalistica non sa i salti mortali per rimanere aperti un giorno di più. Più si è piccoli e più i costi sono micidiali. In questo in effetti avere le tue trasmissioni è una buona boccata d'aria. Passiamo a Marileda esibizionista: come mai hai deciso di partecipare ad un reality? M: veramente sono due, non dimenticare l'Isola dei Famosi su second life, seppur in virtuale non è da sottovalutare. Tre, se calcoliamo anche l'esperienza con Techlovers. Un docu-reality su web dove vinceva la storia di vita e tecnologia più interessante. AS: Si, capisco e ne parleremo, ma partiamo dal primo che è poi anche quello trasmesso in TV ("La regola" trasmesso da MarcopoloTV-SKY). M: Sicuramente esibizionismo. E poi sapevo che avrei vissuto esperienze uniche. "La regola" era più un documentario, che un reality. Irripetibile ed emozionante. Con la scusa di trovare il santo Graal abbiamo viaggiato in lungo e in largo senza sborsare una lira in luoghi da sogno. Sembrava di essere in un film! Lo stretto contatto con i compagni di avventura mi ha dato la possibilità di stringere belle amicizie. Ho conosciuto grandi esperti di storia (come il medievista Franco Cardini) e ho avuto l'opportunità di sfoggiare le mie doti sul campo. Sono anche una piccola Indiana Jones in gonnella. Ma non facciamolo sapere troppo in giro... AS: Hai mai pensato che "la regola" potesse portarti dei vantaggi lavorativi? M: All'inizio si. Ma, sai, quando sei troppo piccola per capire la grandezza di quel che stai vivendo, ti proietti in una dimensione assurda. Finendo per sentirti al centro dell'Universo. E' il problema dei reality. Diventi un polo di attenzione per chi ti segue, scateni lusinghe e cattiverie. Le attrai come una calamita e ti cuci un personaggio addosso. Non ne puoi fare a meno. Il personaggio ha avuto la meglio, istigato dai riflettori. Questo mi ha portata ad atteggiamenti ostili, anche con persone pulite, belle, all'interno dal cast. Mi sono costruita la fama di cattiva e biliosa. Purtroppo, alcuni rapporti non si sono ricuciti finito il reality. Non so se riesco a rendere l'idea, ma la telecamera può distruggerti emotivamente. La Bestia mi cresceva dentro e non riuscivo più a svestire i panni della sanguinaria. AS: Com'è stato tornare alla vita di prima? M: Devastante. Ero tornata ad essere una disoccupata. Ho dovuto ricominciare, prima con una webradio, poi districandomi lentamente tra le agenzie pubblicitarie. Ho messo la voce per molti spot. E preso di nuovo i libri in mano: dizione e doppiaggio. Voce ci sono nata, voce continuerò ad essere, e voce morirò. Mai nella mediocrità, però. Per la webradio lavoravo gratis... i soldi stavano finendo. La disperazione avanzava. Finché non è arrivata la mia "second life". AS: Il mio dubbio è: come mai un reality virtuale, visto com'era andato quello televisivo? M: ho iniziato per gioco, in un mondo nuovo con cui confrontarmi. Poi, tra le land di second life, iniziò a girare la storia dei casting per il reality "L'isola dei famosi su second life". Organizzata da Magnolia, la stessa della versione televisiva. Spinti dalla fama del marchio che ha prodotto il reality, i partecipanti si sono sottoposti tutti ad una reclusione forzata di 24 ore su 24, con i loro avatar su un non-luogo che rappresentava l'isola. AS: il che vuol dire che per settimane non siete mai usciti di casa? M: io sono durata due settimane, poi non ho superato il televoto e sono uscita. In ogni caso Mauve, il mio avatar, è stata la Belen Rodriguez di questa versione dell'isola. Non troppo ben vista. Tra gli opinionisti c'era Gianluca Neri (il blogger Macchianera). Ci siamo conosciuti così. Non che conoscere Gianluca Neri ti cambi la vita. La mia non è cambiata, almeno. Però mi ha dato ospitalità sul suo server che già hostava moltissime blogstar, via segnalazione dell'ex blogger di grido Sw4n (al secolo Francesco Altomare). La visibilità di riflesso mi ha portato accessi. Gli accessi una popolarità medio-alta. Il resto l'ho fatto da sola. Tutto da sola. Le radio, le agenzie, i giornali per cui scrivo, le interviste seguite (come quella per Costanzo), gli articoli che mi hanno dedicato, gli eventi presentati. E' tutta farina del mio sacco. Mai una raccomandazione. Mai un compromesso. Di nessuna natura. Scrivilo. Ci tengo. AS: Visto che sei dentro le logiche dello show-biz e come abbiamo visto non ti sei mai tirata indietro quando si è trattato di giocare il tutto per tutto per la tua carriera. Cosa pensi di questo San Remo? M: Ne ho già accettato la conduzione per il prossimo anno! Con tanto di cicisbei in crinoline per staff. Scherzo. San Remo è una fiera delle vanità meravigliosa. E' una macchina infernale, un grande tritacarne. Sono quegli ingranaggi che adoro, sono perversi. AS: Quindi vuoi dire che è ovvio che vincano le persone che hanno già avuto a che fare con quei meccanismi, come i concorrenti di "Amici"? M: Ma guarda, fare troppi ragionamenti su chi vince e chi perde, non ne vale la pena. I discografici dovrebbero accendere un cero a san remo, visti i soldi che girano. E l'indotto fa lavorare un sacco di persone: diritti d'autore, diritti d'immagine, interviste, alberghi, mezzi di trasporto, pubblicità. In fondo nel 1950, il festival fu ideato per rilanciare il Casinò! Le polemiche? Servono ad alimentare la fuffa. La fuffa alimenta l'economia. L'economia fa girare il mondo. Le polemiche, dunque, fanno girare il mondo. E' meravigliosamente perverso, non trovi? AS: Starei a parlare di San Remo tutta notte, ma il tempo stringe e mi tocca passare alla prossima domanda. Hai partecipato ad un reality virtuale quindi ti chiedo: hai visto Avatar? M: Visto e recensito. Vuoi che non scrivessi di Avatar nella mia rubrica Media, su Hera? Cameron è un malato di mente e io ho un debole per quelli un po' folli. Avatar nasce e muore in nome dell'innovazione; a chi lo critica come un fumettone 3D, dico che invece ha messo le radici per il cinema del futuro. E i pionieri fanno paura, finendo lapidati in pubblica piazza. AS: Se ti dicessi che io l'ho massacrato nella recensione che leggerai quando uscirà anche questa tua intervista? M: Interessante, ci stiamo scambiando le recensioni... Perchè lo hai ucciso? AS: Perchè dal punto di vista dell'innovazione informatica che tanto decanta non è innovativo manco per niente. Però vorrei che tu mi dessi un giudizio da addetta ai lavori del mondo dello spettacolo. M: Tu sei un tecnico è normale che lo uccidessi da quel punto di vista. Io, invece, ho lo sguardo disincantato di chi cerca del buono anche in Danimarca. Dove il marcio, si sa, è di casa dall'epoca di Amleto. Chi parla di avatar come di una storia semplice, può anche raccontare l'Odissea come la crociera di ulisse sul mediterraneo. La favola, la leggenda, il mito, hanno alimentato secoli di sentimento. Nessuno meglio di me può dirti cosa rappresenti un avatar, visto che, come avatar, c'ho vissuto per un po' sull'isola dei famosi SL. In realtà l'Avatar nel film è un'incarnazione, così come tramandata dall'induismo. Nessun censore ha parlato di induismo. Il vero si nasconde nella semplicità. Non dentro costrutti barocchi. AS: Si, ma Cameron ha puntato sul 3D e sulla tecnologia utilizzata per rendere gli alieni. Il film migliore per il 3D e l'estremamente innovativo processo usato per creare gli alieni. Da informatico ti posso affermare che ha letteralmente venduto l'anima al diavolo. M: Cameron aveva un sogno narcisistico. L'ha realizzato. Ci ha impiegato dieci anni per creare quel suo microuniverso digitale. Ed una barca di quattrini. Vuoi fargliene una colpa? E' come per San Remo: fa schifo, è una cavolata. E poi? Tutti lo guardano. O quasi. AS: No non voglio fargli una colpa nell'aver costruito il suo sogno, ciò che non mi sta bene è come poi lo abbia venduto. Non era di sicuro il miglior film per il 3D con tutti quei movimenti laterali. E invece della TV di oggi cosa pensi? M: Prima lascia che ti dica che so dove vuoi arrivare e che ho visto anche "san valentino di sangue 3D". Filmone. Sulla TV... beh, ne parlano male tutti, però è solo lo specchio di ciò che siamo. Saltando a pié pari i reality (che rappresentano un mondo a parte), il resto è mera commercializzazione, si immolano i contenuti al Dio pagano della richiesta. Cosa vogliamo farci se, poi, l'offerta è quella? Io la TV la guardo e mi piace, perchè mi consente di capire meglio la società in cui vivo e mi insegna a prendere le giuste misure da tutto e da tutti. AS: E se ti affidassero un programma TV? M: Sei un satanasso! Non lo so! Ho smesso di fare cose per le quali non sono portata. Inoltre, ho un pessimo rapporto con la mia immagine. Si dovrebbe imparare sempre dai propri errori ma, siccome io diabolicamente persevero... la morale è che... NON LO SO!!! Potrei sempre partecipare ad un nuovo reality!!! Scherzi a parte, forse come autrice. Dietro le quinte. A tirare i fili dei pupi. Si decisamente. In TV farei l'autrice. AS: Cosa dice Marileda sul proprio futuro? M: Dice: "sono momentaneamente assente. lasciate un messaggio dopo il segnale acustico". Ho gli anni di Cristo meno uno, spero di avere il tempo per combinare ancora parecchie cose! Chissà forse ci sarà abbastanza materiale per una nuova intervista... AS: Ora sta a te. Solitamente io chiudo le mie interviste lasciando un po' di spazio a chi ho intervistato per fare l'intervistatore. C'è qualcosa che vuoi chiedermi? M: Vediamo... c'è qualcosa che non mi hai mai confessato? AS: Che non ho visto San Remo, so i risultati perchè la mattina mi faccio 50 km per andare al lavoro e siamo io e la mia autoradio. E poi... non ho visto nemmeno "san valentino di sangue". M: Per San Remo sei una mosca bianca. Ma te la perdono. Quanto a "San Valentino di sangue"... VERGOGNA! Ecco credo che, se non hai visto "San Valentino di sangue", la nostra chiacchierata debba proprio interrompersi!!! AS: Lo sai sono uno snob. M: come Cameron. AS: Evidentemente è per questo che non mi piace, chi è simile non si piglia. Quando ho pensato che nel numero 3 di Incuriosando ci sarebbe stata bene un'intervista di Marileda, non sapevo assolutamente dove saremmo approdati, perchè Mari è così. Così come esce dalle righe di questo articolo, non ha ancora deciso che è già partita. E così siamo finiti a parlare di competenze, capacità, carriere testardamente costruite e ricostruite e di Avatar. Fosse stata preparata sarebbe mai potuta essere meglio? Non credo. Approfondimenti:
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